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  • IMPIANTO DI PACEMAKER

    Che cos’è un pacemaker artificiale

    È uno stimolatore cardiaco composto da una batteria/generatore ed un circuito elettronico in grado di modificare la frequenza cardiaca.


    Quando bisogna impiantare il pacemaker artificiale

    Alcune malattie causano un eccessivo rallentamento del battito cardiaco, condizione definita  bradicardia, rendendo inadeguata la quantità di sangue e di ossigeno pompata dal cuore per il nostro organismo. Il cuore ha la capacità di battere grazie a delle cellule “particolari” che "dettano il normale ritmo cardiaco" e sono dette "pace maker" naturali. Tali cellule sono presenti a diversi livelli ed hanno capacità di generare un ritmo cardiaco diverso. Quando il pacemaker cardiaco naturale (nodo seno atriale) non funziona correttamente, non è più in grado di inviare stimoli ad una frequenza sufficiente determinando una riduzione del numero delle contrazioni cardiache. Questa malattia è nota come "Sick Sinus Syndrome" o malattia del nodo del seno. I problemi si possono verificare anche lungo il percorso di conduzione dello stimolo elettrico tra atri e ventricoli. Questa condizione è definita blocco atrio-ventricolare (AV).


    Come viene impiantato il pacemaker artificiale

    La procedura di posizionamento del pacemaker artificiale viene effettuata durante un intervento chirurgico in anestesia locale che può avere una durata compresa tra i 30 minuti e un’ora. Lo stimolatore viene solitamente impiantato al di sotto della clavicola sinistra appena sotto la cute. Gli elettrocateteri sono inseriti nel cuore attraverso una vena situata accanto alla clavicola, la punta dell'elettrocatetere viene posizionata a contatto del tessuto endocardico (tessuto interno del cuore) rispettivamente alla punta del ventricolo destro ed in auricola destra. Terminato il posizionamento degli elettrocateteri il sistema di stimolazione viene testato. L'impianto di un pacemaker richiede in genere un breve ricovero di due o tre giorni.

  • La degenza postoperatoria da impianto di pacemaker artificiale

    A seguito dell’impianto del pacemaker artificiale, il paziente dovrà rimanere a letto per circa 10-12 ore, dopo di che potrà cominciare a camminare e svolgere quasi completamente le normali attività quotidiane. Nel periodo postoperatorio verrà controllata la ferita chirurgica e verificato il corretto funzionamento del dispositivo. Dopo circa 2 ore dall’intervento il soggetto potrà cominciare ad alimentarsi e bere normalmente.


    La qualità di vita dopo l’impianto di pacemaker artificiale

    Dopo l'impianto di un pacemaker, i pazienti non devono modificare il proprio stile di vita (attività lavorativa, svago e tempo libero), bensì, la qualità di vita risulta migliorata grazie alla scomparsa dei sintomi per cui è stato indicato l’impianto.


    Quando e come bisogna controllarlo

    Il soggetto portatore di pacemaker deve eseguire due controlli elettronici del dispositivo ogni anno per valutarne il funzionamento e lo stato di carica della batteria. Alcuni pacemaker di ultima generazione consentono di inviare automaticamente, dall’abitazione del paziente al centro medico, una serie di parametri utili per verificarne lo stato di funzionamento, così da ridurre il numero di volte che il paziente dovrà recarsi personalmente in ospedale.


    Quali esami diagnostici si possono eseguire dopo l’impianto del pacemaker

    Si possono eseguire tutti gli esami diagnostici (TC, radiografie). La risonanza magnetica potrà essere eseguita solo se è stato impiantato un pacemaker RMN compatibile.


    Quando bisogna sostituirlo

    La vita della batteria può variare dai 4 agli 8 anni. Tale variabilità dipende dal grado di dipendenza dal pacemaker del soggetto portatore.

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